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Spagna: il fondo sovrano "España Crece" spinge le rinnovabili

La Spagna lancia il Fondo Sovrano "España Crece" con 10,5 mld€ per le rinnovabili. Scopri come il Fondo accelera la transizione energetica.

In un contesto europeo in cui i finanziamenti per la transizione energetica si avvicinano alla scadenza, la Spagna si distingue con un’iniziativa ambiziosa: la creazione di un fondo sovrano di vasta portata, denominato España Crece.

Una mossa fortemente voluta dal premier Pedro Sanchez che riafferma l’impegno del Paese verso le fonti energetiche pulite e delinea una strategia di investimento a lungo termine che punta a consolidare la leadership spagnola nel settore delle energie rinnovabili. Il Fondo Sovrano Spagna Rinnovabili si configura come un pilastro fondamentale per il futuro energetico e la competitività economica del Paese.

Un impegno che va oltre i fondi europei

Il premier Sanchez ha annunciato una dotazione iniziale di 10,5 miliardi di euro per il fondo España Crece, con l’obiettivo di mobilitare fino a circa 120 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati.
Sebbene il fondo si focalizzi su diversi settori prioritari – tra cui digitalizzazione, intelligenza artificiale, infrastrutture, reindustrializzazione, economia circolare, acqua ed edilizia abitativa – l’energia verde è esplicitamente indicata come uno dei nodi strategici.
Questa iniziativa è pensata per andare oltre la scadenza dei fondi Next Generation EU, garantendo la continuità degli investimenti nella trasformazione energetica anche dopo il 2026.
Sanchez ha ribadito che il Paese continuerà a puntare sulle energie rinnovabili «finché sarò al governo», legando questa scelta a una maggiore competitività economica e a prezzi energetici più bassi per famiglie e imprese.

Il governo spagnolo sostiene che, grazie alle politiche verdi, l’energia in Spagna è oggi circa il 20% più economica della media europea.

I record delle rinnovabili in Spagna: obiettivi e traguardi

La Spagna sta già macinando record significativi nel settore delle energie pulite e il Fondo sovrano si pone come catalizzatore per un’ulteriore crescita. Secondo i dati di Red Eléctrica de España (REE), il 2025 si è chiuso con una quota del 55,5% di energia rinnovabile nella produzione nazionale di energia elettrica, che sale al 56,6% includendo l’autoconsumo.
La produzione totale da rinnovabili ha raggiunto la cifra record di 150,8 TWh.
Nel solo dicembre 2025, le rinnovabili hanno coperto il 48,9% del mix elettrico (49,5% con autoconsumo), con l’eolico come fonte principale (23,2%). L’idroelettrico ha contribuito per il 14% (+32,1% rispetto a dicembre 2024) e il fotovoltaico per il 9,7%. Le tecnologie di accumulo hanno facilitato l’integrazione di 605 GWh, a dimostrazione di un sistema energetico sempre più flessibile. L’impegno del Paese, come aggiornato nel Pniec, è di raggiungere l‘81% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030.
Parallelamente agli obiettivi di produzione, il governo spagnolo sta rafforzando la filiera nazionale dell’energia pulita con 355 milioni di euro di sussidi nell’ambito del programma “Renoval 2”. Questi finanziamenti sono destinati a nuovi stabilimenti, espansioni di capacità produttiva e conversione di linee esistenti in un’ampia gamma di tecnologie, tra cui solare, eolico, accumuli, idrogeno, pompe di calore, biogas, reti elettriche e impianti idroelettrici.

A ciò si aggiunge il “Plan Auto 2030”, con 400 milioni di incentivi per l’acquisto di auto elettriche e fondi per infrastrutture di ricarica e per stimolare la produzione e la catena del valore.

La strategia nucleare: verso il phase-out definitivo

Durante il forum “Spain Investors Day”, Sanchez ha anche ribadito l’intenzione del governo di procedere con la dismissione di tutte le centrali nucleari del Paese entro il 2035, frutto di un accordo con le aziende energetiche. La prima centrale ad essere disattivata sarà Almaraz I nel 2027, seguita dal secondo reattore dello stesso sito nel 2028. Le chiusure si estenderanno fino a metà del prossimo decennio, coinvolgendo tutti i reattori rimanenti (Ascó I e II, Cofrentes, Trillo e Vandellós II).

Autore: Pier Paolo Franco
Pubblicazione: giovedì 22 gennaio 2026, 01:00
Categorie: economia, news
Tag: transizione energetica, politiche pubbliche

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