Con la recente deliberazione dell’ARERA, il quadro normativo del Conto Termico 3.0 si arricchisce di un tassello fondamentale per la sua piena operatività. Sono infatti disponibili i nuovi schemi contrattuali che regoleranno i rapporti tra il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e i beneficiari.
Questa novità rappresenta uno snodo cruciale per chiunque intenda pianificare interventi di efficienza energetica o di produzione di energia da fonti rinnovabili. I modelli approvati dall’Autorità chiariscono in modo inequivocabile i diritti, gli obblighi e le tempistiche che le Pubbliche Amministrazioni, le imprese e i cittadini dovranno rispettare per garantirsi l’erogazione dei fondi.
Attraverso la definizione di due distinte tipologie contrattuali, il legislatore ha voluto adattare le procedure alle reali esigenze dei diversi attori in gioco. Da un lato troviamo lo strumento dell’accesso tramite prenotazione, pensato prevalentemente per il settore pubblico, e dall’altro l’accesso diretto, la via più rapida per i privati e le aziende che hanno già ultimato i lavori.
Le due anime del Conto Termico 3.0: i contratti tipo approvati
La delibera 567/2025/R/efr dell’ARERA ha ufficialmente approvato i due modelli di “Scheda-Contratto” che il Soggetto Responsabile dell’intervento dovrà sottoscrivere in via telematica. La stipula avverrà direttamente sul Portaltermico, la piattaforma del GSE deputata alla gestione dell’intero iter amministrativo.
Il contratto si intende perfezionato nel momento in cui il GSE comunica il provvedimento di ammissione agli incentivi. Da quell’istante, le clausole diventano vincolanti per l’intero periodo di erogazione del contributo e mantengono la loro efficacia fino al decorso di cinque anni dalla data in cui viene corrisposta l’ultima rata. Questo arco temporale serve a garantire che i requisiti tecnici e i livelli di efficienza raggiunti vengano mantenuti nel tempo.
Il contratto per l’accesso tramite prenotazione
La procedura di accesso tramite prenotazione costituisce lo strumento privilegiato per le Pubbliche Amministrazioni e per le ESCO che operano per loro conto. Questa modalità offre il grande vantaggio di bloccare i fondi prima ancora dell’avvio dei cantieri, fornendo una fondamentale certezza finanziaria per la programmazione delle opere pubbliche.
Il nuovo schema contrattuale introduce una gestione flessibile delle erogazioni. Il Soggetto Responsabile può infatti richiedere una rata di acconto, pari al 40% o al 50% dell’importo totale in base alla durata del piano di incentivazione, direttamente all’avvio dei lavori. È inoltre prevista la possibilità di ottenere una rata intermedia basata sullo stato di avanzamento del cantiere, per poi concludere con il saldo a intervento ultimato.
A fronte di questi vantaggi finanziari, il contratto impone tempistiche rigorose. I lavori devono prendere il via entro 18 mesi dall’accettazione della prenotazione e concludersi entro i successivi 12 mesi. Sono previste deroghe specifiche, con estensioni fino a 36 mesi per la realizzazione di edifici NZEB e fino a 48 mesi per gli interventi situati nelle aree colpite da eventi sismici.
Il contratto per l’accesso diretto
L’accesso diretto rappresenta la corsia dedicata a soggetti privati, imprese e amministrazioni che preferiscono presentare la domanda a lavori già conclusi e fatturati. In questo caso, il contratto tipo si focalizza sulla tempestività dell’erogazione dei fondi a rimborso degli investimenti sostenuti.
Le regole contrattuali stabiliscono che la prima rata del contributo venga accreditata entro l’ultimo giorno del mese successivo al bimestre di attivazione della convenzione. Le eventuali rate successive seguiranno poi una rigida cadenza annuale.
Se l’importo complessivo dell’incentivo non supera i 15.000 euro, il GSE liquiderà l’intera somma in una sola tranche. Si tratta di una semplificazione vitale per gli interventi di piccola taglia, come la sostituzione di caldaie domestiche o l’installazione di impianti solari termici residenziali.
Regole comuni e responsabilità per i beneficiari
Pur differendo nelle tempistiche e nelle modalità di erogazione, i due contratti tipo condividono un solido impianto normativo di base. Entrambi gli schemi contrattuali ribadiscono le responsabilità in capo al beneficiario e conferiscono al GSE ampi poteri di controllo, sia di natura documentale sia attraverso sopralluoghi fisici sugli impianti realizzati.
Tra le clausole comuni spicca la trattenuta a favore del GSE per la copertura delle spese di istruttoria e gestione. Il contratto prevede infatti che venga trattenuto un importo pari all’1% del valore complessivo del contributo riconosciuto, fino a un tetto massimo di 250 euro.
Viene infine ribadito con forza il divieto di cumulabilità con altri incentivi di natura statale, al fine di evitare doppi finanziamenti sulla medesima opera. Fanno eccezione soltanto specifici casi riguardanti le Pubbliche Amministrazioni, le quali, combinando diverse fonti di finanziamento pubblico, possono arrivare a coprire fino al 100% delle spese ammissibili, nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa comunitaria.